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Reingegnerizzare il sistema trasfusionale; il nuov...

Reingegnerizzare il sistema trasfusionale; il nuovo obiettivo del CNS

Reingegnerizzare il sistema trasfusionale; il nuovo obiettivo del CNS

Migliorare il sistema trasfusionale reingegnerizzandolo, attirare giovani medici ed aumentare il numero di donatori di sangue. Questi sono gli obiettivi che Vincenzo De Angelis, il nuovo direttore del CNS (Centro Nazionale Sangue), ha dichiarato lo scorso settembre. A poco più di un mese dall’accettazione del suo nuovo incarico il direttore scopre quindi le carte: la raccolta di sangue e plasma, sempre di più sarà strategica per il sistema sanitario. Ma non solo. In futuro sarà necessario riuscire a trovare il punto d’incontro tra un’eccessiva autonomia regionale ed un eccesso di centralismo. Un aut aut, questo, fondamentale per risolvere molte criticità.

 

Infine, il desiderio espresso dal direttore è quello di “arrivare a costruire un oliato meccanismo di relazioni bidirezionali tra gli organi centrali, di indirizzo e coordinamento del sistema trasfusionale e la periferia, ossia tra il centro e le strutture regionali alle quali compete il compito di attuare la programmazione di cui sono anche gli utilizzatori“.

(fonte: quotidianosanita.it)

Vincenzo De Angelis, il nuovo direttore del Cns

Nominato dal ministro della Salute, Roberto Speranza, De Angelis rimarrà alla guida del Cns per i prossimi cinque anni. Il suo curriculum vanta ruoli significativi quali Responsabile del Dipartimento di Medicina Trasfusionale dell’AOU Santa Maria della Misericordia di Udine e collaboratore di CNS e World Federation of Hemophilia a programmi di cooperazione per il supporto terapeutico dei pazienti emofilici nei Paesi in via di sviluppo.

Il direttore ha commentato la sua nomina con queste parole:

 

«La direzione del Centro nazionale sangue è sicuramente un impegno gravoso, ma contemporaneamente ricco di animanti sfide per la realizzazione degli importanti obiettivi di sistema in coerenza e in sintonia con tutti gli altri elementi che caratterizzano la programmazione sanitaria del Paese. La qualità, la sicurezza e l’autosufficienza nella disponibilità di emocomponenti ed emoderivati sono il fine ultimo del sistema trasfusionale che il Cns ha il privilegio di coordinare.

Questi risultati si raggiungono solo se le componenti di questo sistema lavorano in sintonia e sinergia, relazionandosi costantemente tra loro e con i progressi del Servizio sanitario nazionale alle cui finalità contribuiscono in modo significativo. Il Cns non avrà una funzione di sovraordinazione, ma sarà un tavolo di lavoro e confronto intorno al quale il ministero della Salute e le Regioni, le Associazioni e Federazioni del volontariato del sangue e i professionisti del sistema possano sedere a disegnare le azioni di programmazione, di sviluppo, di monitoraggio e di controllo che garantiscono l’ordinato andamento della cosa pubblica».

 

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