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Pubblicato il Programma di Autosufficienza Nazionale 2019

Pubblicato il Programma di Autosufficienza Nazionale 2019

Come ogni anno il Ministero della Salute ha presentato lo scorso venerdì 4 ottobre sulla Gazzetta Ufficiale il Programma di Autosufficienza Nazionale del sangue e dei suoi prodotti. Il testo aveva già ottenuto nei mesi scorsi l’approvazione della commissione Salute delle Regioni e della conferenza Stato-Regioni.

Il programma, stabilito su indicazioni del Centro Nazionale Sangue e dalle strutture regionali di coordinamento, ha lo scopo di indicare le modalità che dovranno essere attuate da parte delle singole regioni per raggiungere l’autosufficienza nazionale di emocomponenti e la produzione di farmaci plasmaderivati. L’autosufficienza rappresenta infatti un obiettivo strategico per il Paese, specialmente per quanto riguarda i casi di criticità, per loro natura spesso imprevedibili. Essa può essere raggiunta soltanto tramite la donazione di sangue volontaria, periodica, responsabile e non remunerata.

Cosa viene specificatamente descritto nel Programma di Autosufficienza Nazionale?

Il documento individua gli obiettivi annuali (suddivisi in quantitativi e qualitativi), i consumi, i fabbisogni, i livelli di produzione necessari, le compensazioni e il monitoraggio necessari a garantire l’autosufficienza in tutto il Paese. Presenta quindi una valenza analitica alla quale seguono le politiche necessarie e gli obiettivi primari da adottare per il periodo che va dalla fine del 2019 all’inizio del 2010. Nello specifico queste si possono riassumere in:

 

  • l’ottimizzazione delle politiche di appropriatezza
  • l’aumento della raccolta di plasma nel lungo periodo
  • l’analisi degli obiettivi imprescindibili e l’aumento dei donatori per il raggiungimento dell’autosufficienza
  • la diminuzione degli sprechi
  • l’incremento della produzione dei globuli rossi
  • la collaborazione tra i vari enti e regioni
  • l’ampliamento dell’accesso alla donazione attraverso la collaborazione con le associazioni e le federazioni dei donatori di sangue

 

Il documento inoltre conferma il sostanziale equilibrio per l’autosufficienza di emocomponenti labili, dovuto soprattutto alle compensazioni interregionali, mentre evidenzia un aumento dell’autosufficienza di medicinali emoderivati, grazie all’incremento della produzione di plasma per la produzione di medicinali emoderivati cui hanno contribuito molto anche le Associazioni di donatori volontari (fonte: salute.gov.it).

 

Il sistema-sangue ha anche lo scopo di garantire la qualità e la sicurezza dei prodotti e delle prestazioni erogate, la salute di donatori e pazienti così come la gestione delle scorte. Per questo vengono incentivate iniziative e strategie come il “Patient Blood Management” per quanto riguarda la prevenzione delle trasfusioni evitabili.

Il commento del presidente di Avis Nazionale, Gianpietro Briola

“Ogni Regione deve assumersi le proprie responsabilità per organizzare e gestire il sistema trasfusionale. Sangue e plasmaderivati sono strumenti necessari e questo testo deve rappresentare la definitiva presa di coscienza. In particolare in riferimento ai globuli rossi che, non potendo essere acquistati sul mercato, devono per forza essere garantiti al Servizio sanitario nazionale”.

 

Gli fanno eco i presidenti di Fidas, Aldo Ozino Caligaris, e Simti, Pierluigi Berti sottolineando il raggiungimento della stabilità anche per quanto riguarda i plasmaderivati e il possibile superamento delle criticità in un’ottica di programmazione.

 

Questo è dunque l’obiettivo per i prossimi mesi. Il sistema della donazione è in crescita, come testimoniato anche dall’aumento del numero di donatori di sangue in Italia. Tuttavia l’attività di volontari e associazioni, così come la collaborazione tra enti e regioni, non devono subire arresti. Al contrario, vanno incentivate per fare in modo che l’autosufficienza venga costantemente garantita.

 

Crediti immagine: http://pbm.centronazionalesangue.it/

 

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