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Donare le cellule staminali emopoietiche - La Goccia Magazine
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Donare le cellule staminali emopoietiche

Donare le cellule staminali emopoietiche

Donare le cellule staminali emopoietiche

Ad un donatore di sangue, parlare di cellule staminali è come fare un racconto a ritroso e ricordargli che tutto quello che lui dona, ad eccezione del plasma, ha un unico “genitore” che sa ben più che “farsi in quattro” per garantire che in circolo ci siano tutti gli elementi figurati indispensabili alla sopravvivenza.

Cosa sono le CSE

Le Cellule Staminali Emopoietiche (CSE), presenti nel midollo osseo, hanno la caratteristica di essere totipotenti, cioè capaci di differenziarsi nelle varie linee cellulari e di replicare sé stesse. Di per sé sono piuttosto scarse ma, oltre a possedere un’attività produttiva enorme (ogni giorno generano 200-400 miliardi di cellule nuove), il loro numero resta invariato durante tutta la vita, anche se dovessero in parte venire prelevate (donazione).

Il fatto che le CSE si possano donare potrebbe essere di interesse per un donatore di sangue, visto che una notevole quantità delle sue donazioni vanno a beneficio degli stessi pazienti che hanno necessità di staminali. Sarebbe un modo per chiudere il cerchio: col sangue si vanno a supportare le varie fasi del percorso terapeutico, con le staminali si cura la malattia.

Le patologie per le quali è indicato un trapianto di CSE sono numerose, vanno dai tumori del sangue (Leucemie acute linfoidi e mieloidi, Linfomi di HD e non HD, Mielodisplasie, Mieloma multiplo etc.), a patologie con perdita di funzionalità (Aplasia midollare), ad errori congeniti (Immunodeficienze primitive, Talassemia major, Osteopetrosi etc.).

Il trapianto

Il trapianto di cellule staminali empoietiche (CSE) o di midollo osseo, come più comunemente fino a poco fa si usava dire, da anni si è affermato come una delle strategie terapeutiche più utili nella cura delle emopatie maligne o ereditarie, di cui si è accennato sopra, per le quali le terapie convenzionali non offrono che scarse o nulle possibilità di guarigione. Per trapianto si intende la sostituzione di un midollo osseo malato o non funzionante, con cellule staminali sane in grado di rigenerare tutte le cellule del sangue, ricostituendo le normali funzioni ematologiche e immunologiche.

Quindi chi può essere il donatore?

Tra fratelli esiste una buona probabilità (25%) di ritrovare gli stessi determinanti HLA. Ma anche in una famiglia numerosa non è detto sia possibile trovare un compatibile. Infatti tra individui in cui non c’è ereditarietà comune, la probabilità di trovare gli stessi determinanti HLA è piuttosto rara, considerato l’enorme numero di varianti esistenti.

Nonostante la difficoltà nel reperire soggetti con caratteristiche genetiche simili al di fuori della famiglia, i risultati soddisfacenti ottenuti ricorrendo a donatori non consanguinei hanno portato, verso la metà degli anni ’80, al fiorire in tutto il mondo di Registri Nazionali di potenziali donatori di midollo osseo.

Donare le cellule staminali emopoietiche

La situazione italiana

In Italia è stato avviato, nel 1989, sulla spinta di diverse Società Scientifiche interessate alla materia, un programma denominato “Donazione di Midollo Osseo”. È stato, quindi, istituito il Registro Nazionale Italiano Donatori di Midollo Osseo, internazionalmente noto come IBMDR (Italian Bone Marrow Donor Registry), con sede a Genova presso il Laboratorio di Istocompatibilità dell’E.O. “Ospedali Galliera”, la cui attività è stata istituzionalmente riconosciuta con la Legge n.52 del marzo 2001. Esso ha lo scopo di procurare ai pazienti ematologici in attesa di trapianto, ma privi del donatore ideale (il fratello HLA-identico), un volontario, estraneo alla famiglia, con caratteristiche immunogenetiche tali da consentire l’atto terapeutico con elevate probabilità di successo.

Al Registro Italiano si è affiancata, all’inizio degli anni ’90, l’Associazione Donatori Midollo Osseo (ADMO) nata in Regione Lombardia sulla spinta di genitori di pazienti in attesa di trapianto, la cui “mission” è di informare la popolazione sulla tematica della donazione e conseguentemente reclutare potenziali donatori di CSE disponibili ad iscriversi al Registro IBMDR.

Come avviene la donazione?

Le cellule staminali emopoietiche possono essere raccolte con due modalità distinte:

 

  • prelevandole direttamente da midollo osseo (cellule staminali midollari);
  • da sangue periferico (PBSC Peripheral Blood Stem Cells).

 

Il donatore può esprimersi liberamente sulle due modalità e indicare la sua disponibilità per una sola o entrambe.

Chi può diventare potenziale donatore?

Il potenziale donatore di midollo deve avere le stesse caratteristiche del donatore di sangue, l’unico aspetto singolare è la fascia d’età richiesta per l’iscrizione: dai 18 ai 35-40 anni. Questa particolarità è giustificata, fra le varie motivazioni, dal fatto che l’età di uscita dal registro è fissata a 55 anni e non è adeguato, in termini di costo-beneficio, iscrivere donatori vicini all’età di uscita.

Qual è l’iter di iscrizione?

L’iscrizione prevede il colloquio con un sanitario del Centro Donatori, la compilazione del questionario anamnestico, la presa visione del materiale informativo, la sottoscrizione del consenso informato e un prelievo di sangue per l’esecuzione della tipizzazione HLA. Da quel momento il soggetto diventa potenziale donatore iscritto al Registro e verrà riconvocato per test di approfondimento, effettuati sempre su campioni di sangue, solo in caso di presunta compatibilità con un paziente. E se la compatibilità fosse confermata inizierà la procedura di verifica dell’idoneità del donatore e il percorso per l’effettiva donazione.

Come iscriversi in provincia di Brescia:

Sede di Brescia
c/o ASST degli Spedali Civili di Brescia
Tel. 030/3995474

ORARI:

Lunedì e venerdì dalle 9.30 alle 11.30
Martedì dalle 18.30 alle 20.00

Sul sito di Admo Lombardia.

Come avviene la selezione del donatore di sangue ed emocomponenti? Clicca qui.

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