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Consigli utili per avere un’emoglobina al to...

Consigli utili per avere un’emoglobina al top

Consigli per un' emoglobina al top

La trasfusione di sangue è una pratica medica utilizzata per reintegrare il sangue perduto a causa di emorragie di qualsiasi causa, o per ripristinare i valori biologici del sangue nel ricevente. Si può quindi trasfondere un paziente con sangue intero o suoi derivati in caso di anemia grave, alterazioni della coagulazione del sangue, emorragie o patologie del sistema immunitario. La trasfusione corrisponde quindi alla somministrazione di un vero e proprio farmaco (l’unità di sangue) ovvero di una sostanza con determinate e precise caratteristiche. La sicurezza clinica è di altissimo livello ed in grado di generare un beneficio in chi lo assume.

Uno dei benefici che ci si attende in chi riceve una trasfusione è l’aumento del valore di emoglobina. Questo dovrebbe essere pari ad 1 grammo per decilitro di sangue per ogni unità di sangue trasfusa. Risulta quindi chiaro il motivo per cui, prima di poter essere ammessi alla donazione, vengono misurati i valori di emoglobina. Bisogna permettere all’unità di sangue trasfusa di generare un miglioramento significativo nel ricevente!

L’emoglobina, i valori e la misurazione

L’emoglobina è una proteina presente nel nostro sangue, all’interno dei globuli rossi, responsabile del trasporto di ossigeno ai tessuti. È costituita da 4 strutture identiche, legate tra di loro e ognuna recante un atomo di ferro. La misurazione dei valori di emoglobina prima della donazione è il miglior approccio per determinare l’eventuale carenza di ferro nel donatore.

 

In Avis i valori accettabili di emoglobina per poter effettuare la donazione di sangue intero sono di 13.5g /dl per l’uomo e 12.5 g/dl per la donna. Questa prima valutazione permette di individuare i soggetti potenzialmente anemici e quindi ottenere unità di sangue con le caratteristiche curative.  Inoltre vengono indicate al donatore quali sono le manovre correttive da mettere in atto per risollevare i valori di emoglobina. In base ai dati raccolti per ogni singola donazione è poi possibile individuare i soggetti che presentano bassi livelli di emoglobina potenzialmente legati all’attività donazionale stessa. Anche in questo caso il medico responsabile della selezione sarà in grado di fornire consigli utili.

 

Secondo uno studio circa il 10% dei donatori risulta avere livelli di emoglobina inferiori ai limiti richiesti per poter effettuare la donazione. L’interpretazione di questi dati è comunque complessa. Tale percentuale dovrebbe tener conto della variabilità di valore tra uomo e donna, dell’età del donatore, della misurazione dell’emoglobina a livello capillare piuttosto che a livello venoso e del fatto che in alcuni soggetti è proprio l’attività donazionale a diminuirne i valori. Va detto però che l’emoglobinometro (il macchinario che “legge” i valori di emoglobina nella goccia di sangue capillare) è uno strumento affidabile, controllato quotidianamente con parametri di riferimento e che presenta un’accuratezza vicino al 99%.

Consigli per un’emoglobina al top

In linea generale le indicazioni fornite per aumentare i livelli di ferro e quindi di emoglobina si basano sull’assunzione di alcuni alimenti come uova, legumi, cereali, carni rosse, noci e frutta secca. L’aumento di assunzione di vitamina C permette poi un miglior assorbimento del ferro. Può quindi essere indicato assumere, nei giorni precedenti la donazione, frutta fresca (come arance o kiwi) o succhi di frutta naturali. Si sconsiglia inoltre di effettuare attività fisica intensa nelle giornate immediatamente precedenti la donazione per evitare la diminuzione di globuli rossi a causa dello sforzo muscolare prolungato. Soltanto nel caso in cui tutti questi accorgimenti non siano sufficienti a ripristinare valori accettabili di emoglobina è possibile consigliare l’assunzione di un integratore di ferro.

 

La misurazione dei valori di emoglobina non è fine a sé stessa ma è invece il primo fondamentale passo per fare si che il dono gratuito, anonimo e volontario dei nostri avisini abbia l’impatto positivo su chi ne potrà trarre beneficio.

 

– Dr. Claudio  Bravin

 

Terzo settore: si parla di rimborsi ai volontari. Leggi qui l’articolo.

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