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Cinquant’anni, “Goccia” dopo “Goccia”

Goccia dopo Goccia

Mezzo secolo di edizioni per dare voce all’Avis bresciana

Nel decennio compreso fra il 1956 e il 1965 nascono 36 nuove sezioni avisine, portando il numero complessivo nel territorio bresciano a 48 unità comunali. Presso l’Ospedale di Brescia, su sollecitazione di Avis, viene istituito un primo Centro Trasfusionale (1961) che l’Amministrazione affida a titolo gratuito allo stesso dr. Mario Zorzi nella sua qualità di Aiuto incaricato del Laboratorio di analisi e al tempo stesso Presidente Provinciale di Avis. Quello stesso anno 1961 il Comune di Brescia assegna ad Avis una medaglia d’oro in riconoscenza delle attività svolte a favore del bene comune e, nel settembre del 1963, lo stesso Municipio, nella persona del sindaco Bruno Boni, consegna ad Avis la sua prima autoemoteca, strumento operativo per consolidare, nelle attività di donazione e di trasporto, l’intera Avis Provinciale. Il 17 ottobre 1965 si svolge la manifestazione dei primi trent’anni di attività.

Un evento significativo, che fra l’altro costituisce elemento di promozione e propaganda al dono: nel 1965 l’Avis bresciana conta 1.050 donatori in città ed altri 3.633 nelle sezioni della provincia, che hanno effettuato 62.810 donazioni complessivamente (una frequenza elevatissima, ma per singole donazioni inferiori ai 300 cc. l’una).

Cinquant'anni, "Goccia" dopo "Goccia"

Nasce “La Goccia”

E in queste stagioni di ricco fermento che, esattamente nel febbraio del 1967, vede la luce il primo numero del notiziario “La Goccia”, diretto da Angelo Bracconi e con la redazione di Ivo Bernoldi, Gianfranco Callegari e Franco Cunego: dalla periodicità irregolare, ben presto il notiziario assumerà cadenza trimestrale, raggiungendo le case di tutti i donatori.

 

“La Goccia” riporta le sintesi di importanti e numerosi convegni organizzati in città e provincia su argomenti riguardanti non solo la donazione del sangue, ma anche l’attualità socio-sanitaria. Larghissimo spazio viene dedicato alla vita delle varie sezioni e ad articoli di carattere medico-scientifico.

 

Anima del periodico è stato Angelo Bracconi, coordinatore per lunghi decenni delle relazioni esterne di Avis dell’intera provincia e avisino sin dall’immediato dopoguerra. Dopo l’idea di quel primo Numero Unico, cui diede il titolo de “La Goccia”, sarà il progenitore del notiziario periodico che da allora dirigerà per un trentennio ininterrottamente. Bracconi era anche un avisino impegnato a vari livelli in associazione: dopo essersi adoperato per la costituzione di varie sezioni (Marone, Iseo, Bovegno, ecc.), ha fatto parte del collegio dei probiviri di Avis Comunale (1966-1969), e del Consiglio direttivo di Avis Provinciale, divenendone anche vice-presidente. In ne é stato consigliere di Avis Regionale fra il 1972 ed il 1983. Volle e realizzò quindi con caparbia fermezza il giornale di Avis “La Goccia”, del quale no alla ne dei suoi giorni fu anima e direttore, tuttora insostituibile mezzo di comunicazione e conoscenza fra le Avis comunali della provincia.

Hanno lavorato per “La Goccia”

Moltissimi sono uomini e donne che, a vario titolo, hanno lavorato per la regolare uscita del periodico associativo. Accanto a Bracconi non va dimenticato Ivo Bernoldi, che per decenni ha seguito la redazione del periodico, ne ha curato la raccolta dei materiali e la correzione delle bozze, con grande intelligenza ed umiltà.

Con lui l’infaticabile Ezio Tosca, più volte segretario provinciale e cittadino dell’Avis bresciana, che ha sempre avuto cura nel provare ad allargare “La Goccia” a nuove collaborazioni. E, ancora, i segretari e vice presidenti Angelo Rizzardi e Ezio Quaglietti, quest’ultimo particolarmente attento a ricercare sempre nuove aperture e un migliore taglio grafico delle singole edizioni, ospitando articoli e cronache di altre associazioni di volontariato.

Particolarmente attenta “La Goccia” è oggi verso la promozione del gesto del dono nelle scuole, con progetti elaborati unitamente all’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia, l’accoglienza e la visita del Centro Prelievi e della sede da parte di decine di scolaresche della provincia, la visita di altre sezioni Avis provinciali o di delegazioni internazionali. Negli ultimi anni sono stati testimonial del periodico – comparendo in copertina – bresciani illustri come Mondinelli – il gnaro delle montagne – il calciatore Zambelli, uomini e donne della polizia municipale, dei vigili del fuoco e della protezione civile, il prefetto della nostra città, i vescovi che si sono succeduti alla guida della Diocesi bresciana e molti altri ancora.

Cinquant'anni, "Goccia" dopo "Goccia"

Nell’archivio della sede provinciale si trova l’intera raccolta di tutte le edizioni de “La Goccia”, dal n. 1 del febbraio 1967 al n. 167 del dicembre 2010 grazie alla donazione disposta dalla vedova del sig. Angelo Bracconi, che con meticolosità impareggiabile ha conservato tutti i numeri: le edizioni successive sono sempre presenti in archivio a mantenere esatta nel tempo la continuità della raccolta, mentre per gli ultimi anni la rivista è consultabile anche on line via internet sul sito dell’Avis bresciana.

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