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AVIS Nazionale e Scuola: un’intesa generativa

AVIS Nazionale e Scuola: un’intesa generativa

AVIS Nazionale e Scuola: un’intesa generativa

Nel 2018 Giulia Corti è una studentessa dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Brescia. Frequenta il corso di laurea in Scienze dell’Educazione e della Formazione della Facoltà di Scienze della Formazione ed è prossima alla laurea. Come argomento di tesi Giulia ha deciso di portare la sua esperienza diretta in AVIS Provinciale Brescia con il progetto “Piacere, AVIS. E tu?”.

 

Ciò che segue qua e negli articoli delle prossime settimane è l’elaborato discusso da Giulia per la sua tesi durante l’anno accademico 2018/2019. La giovane ragazza ha voluto farne dono come testimonianza diretta di partecipazione attiva nel progetto avisino.

Clicca qui per leggere l’introduzione della tesi.

1.4 AVIS Nazionale e Scuola: un’intesa generativa

AVIS Nazionale fonda la sua attività istituzionale ed associativa sui principi costituzionali della democrazia, della partecipazione sociale e del volontariato quale elemento centrale di solidarietà. Per questo l’Associazione oltre ad essere impegnata nella promozione della donazione di sangue, si impegna nella trasmissione della cultura della solidarietà, del volontariato e della cittadinanza attiva. Per questo motivo, AVIS Nazionale fornisce come indicazione alle realtà provinciali, per poter raggiungere le nuove generazioni, quella di entrare in contatto diretto con i giovani grazie a interventi formativi che possano essere svolti nelle classi delle scuole di ogni ordine e grado durante l’anno scolastico, cogliendo così la grande potenzialità del canale scolastico come mezzo per la diffusione dei valori della solidarietà e della generosità.

AVIS Nazionale ha esplicitato questa sua intenzione negli articoli del proprio Statuto. Infatti, proprio nell’ART. 2, c.3 essa indica che: «In armonia con i propri fini istituzionali e con quelli del Servizio Sanitario Nazionale, si propone di:

 

  • (..)Promuovere l’informazione, l’educazione sanitaria dei cittadini e le attività culturali di interesse sociale con finalità educative.
  • (..)Promuovere lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo anche attraverso progetti di Servizio Civile».

 

In coerenza con questi principi, la collaborazione con la scuola è stata nella storia dell’AVIS una costante. Tuttavia l’approccio che AVIS ha avuto nel tempo è mutato, infatti, si possono individuare almeno tre aspetti metodologici che sono avanzati. Nella fase iniziale la prassi era affidata alla testimonianza diretta dei volontari, successivamente all’elaborazione e alla nascita dei primi strumenti mediatici, vengono realizzati manifesti e volantini e infine nell’ultima fase vengono utilizzate una serie di diapositive sulla storia della trasfusione e la sua evoluzione.

 

Negli anni ’70 AVIS e queste prassi si integrano con l’educazione alla salute e questo segna una svolta dal punto di vista metodologico. Tutto questo porta AVIS ad affrontare il tema del dono, non in modo esclusivo e chiuso, ma aprendosi a percorsi didattici multidisciplinari. È in questa fase che nasce una bibliografia fino ad allora inesistente grazie all’operato del Prof. D. Comi che è stato Presidente dell’AVIS Comunale di Reggio Calabria e per moltissimi anni consigliere nazionale di AVIS, che ha scritto testi come “Educazione alla salute e alla solidarietà” e “Educazione nutrizionale nella scuola media dell’obbligo”.

 

Successivamente con la Prof.ssa F. Ciampi, prima donna emiliana a sedere nel consiglio nazionale di AVIS, inizia una fase di approfondimento e di ricerca antropologica, storica e cultuale sul sangue che si concretizza all’interno dell’opera di pubblicazione di J. Binet “Il sangue e la vita–tra mito e scienza”. Questi processi metodologici nel 2000 passano sotto la guida del Prof. P . Cattaneo, docente dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, il quale grazie all’elaborazione di nuovi strumenti operativi come il volume “Orientare alla cittadinanza e alla solidarietà”, hanno permesso di sviluppare un’intesa generativa tra AVIS e Scuola. Uno strumento rappresentativo messo a punto è il “Il Book della Solidarietà”, un vero e proprio Kit realizzato dal Gruppo Nazionale Avis Scuola presieduto dallo stesso Prof. Cattaneo. Tale Kit si articola in tre sezioni:

 

  • La prima contenente elementi e teorie di pedagogisti e sociologi che analizzano il rapporto tra giovani e solidarietà e tra giovani e volontariato.
  • La seconda contenente venticinque percorsi didattici e progettuali testati in via sperimentale in varie scuole secondarie di secondo grado con lo scopo di fare acquisire le competenze richieste dalla Raccomandazione del Parlamento e dal Consiglio Europeo del 8 Dicembre 2006.
  • La terza parte composta da documenti riguardanti l’approfondimento di tematiche metodologiche e didattiche relativi all’esperienze della seconda sezione.

 

Il valore di AVIS, acquisito anche grazie all’ampia bibliografia redatta nel tempo, è stato quindi attestato anche dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca, con il quale è stato redatto, nel 2015, un Protocollo d’Intesa, rinnovato nel 2018, dove lo stesso Ministero ha riconosciuto ad AVIS diversi meriti come

«la capacità di promuovere la cultura della solidarietà e lo sviluppo della donazione volontaria, periodica, associata, non remunerata, anonima e consapevole a livello comunitario e internazionale (…), la promozione dell’informazione e l’educazione sanitaria dei cittadini, la cultura della prevenzione sia sanitaria sia di contrasto a fenomeni devianti, lo sviluppo del volontariato e dell’associazionismo. Promuove interventi volti a sensibilizzare i giovani verso i temi della solidarietà e del dono al fine di svilupparne la disponibilità all’impegno responsabile in azioni di volontariato, anche attraverso forme di associazionismo».

 

L’ingresso di AVIS all’interno del mondo scolastico è stato poi favorito dalla cultura dell’autonomia che si è sviluppata nella Pubblica Amministrazione. La legge 59/97 ha portato all’avvio sia nel sistema scolastico, sia nella Pubblica Amministrazione dell’autonomia delle singole istituzioni, prevista dal principio del decentramento amministrativo dichiarato dalla Costituzione italiana. Sebbene vi siano state diverse difficoltà nell’attuazione dell’autonomia, a più di dieci anni dall’approvazione di questa legge, AVIS riscontra come nel mondo scolastico siano migliorati diversi aspetti come ad esempio «l’organizzazione, la qualità dell’offerta culturale e formativa, il livello di condivisione delle scelte e delle decisioni nelle sedi collegiali, la relazione tra scuola e territorio».

 

Questa logica del decentramento e dell’autonomia ha portato a sviluppare forme di collaborazione. «L’idea di rete, di mettersi in rete, di appartenere ad una rete ha preso piede e non solo tra le istituzioni stesse, ma tra realtà istituzionali di uno stesso territorio, sia di territorio molto più ampi, nazionali e internazionali».

 

AVIS inserendosi in questa logica di cooperazione è entrata nel mondo scolastico cercando di realizzare una progettazione formativa che consenta di formulare un’attività di promozione nei giovani proficua e generativa. Per questo AVIS ha iniziato la collaborazione con Università e Centri di Ricerca per la sperimentazione di nuovi metodi e tecniche didattiche da poter spendere nei contesti scolastici.

 

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