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Anemia come alterazione frequente dell’emocr...

Anemia come alterazione frequente dell’emocromo

Anemia come alterazione frequente dell’emocromo

Può capitare, qualche volta, di sentire parlare di anemia facendo riferimento agli esami del sangue eseguiti come controllo. Per anemia si intende la riduzione dei valori di globuli rossi o emoglobina presenti nel sangue. Non c’è comunque da preoccuparsi in quanto spesso si tratta di un fenomeno transitorio e di facile soluzione.

 

Il sangue che circola nelle nostre arterie e nelle nostre vene è composto da una parte liquida detta plasma e da un insieme di elementi che comprendono i globuli rossi, i globuli bianchi e le piastrine, che sono presenti in diverse percentuali.

 

Il medico, analizzando i dati dell’emocromo e quindi la composizione del sangue, può ottenere importanti informazioni sullo stato di salute del paziente. Dalla valutazione possono emergere infatti condizioni fisiologiche (normali) o patologiche (in caso di malattia). In alcuni casi è anche possibile risalire alla causa dell’alterazione specifica.

Proprio l’anemia è una delle alterazioni più frequenti riscontrabili dall’emocromo.

I valori di riferimento per definire un’anemia sono in media 12 g/dl nella donna e 14 g/dl nell’uomo come valori minimi per l’emoglobina e 3,5 milioni per millimetro cubo come valore minimo per i globuli rossi.

Il riscontro di uno stato anemico è relativamente comune e spesso non è indice di una malattia. Talvolta può passare inosservato e senza mostrare alcun sintomo. Frequentemente infatti ci si trova di fronte a soggetti che fisiologicamente presentano bassi livelli di globuli rossi o emoglobina. Il fatto che i valori siano costantemente bassi permette al nostro organismo di adattarsi e quindi al soggetto di non presentare particolari disturbi.

Perché i valori di emoglobina e globuli rossi possono diminuire?

Le cause sono diverse e comprendono essenzialmente una ridotta produzione di globuli rossi ed emoglobina oppure un’aumentata perdita degli stessi. Tra le cause di ridotta produzione di emoglobina e quindi globuli rossi possiamo ricordare tutte le malattie che affliggono il midollo osseo, siano esse di origine virale, tossica o autoimmune. A queste forme, relativamente rare, si aggiungono poi le cause più comuni di anemia che comprendono la ridotta assunzione attraverso la dieta di ferro o di vit.B e acido folico.

 

Un’alimentazione povera di ferro o una riduzione del suo assorbimento infatti porteranno ad una riduzione della produzione di emoglobina e quindi di globuli rossi che saranno anche di minori dimensioni. I globuli rossi saranno invece di dimensioni maggiori nel caso di carenza di vit. B e folati.

Si capisce perché, in questi casi, il medico consigli di integrare l’alimentazione suggerendo quali cibi e quali associazioni tra gli alimenti permettano di innalzare i livelli dei componenti fondamentali dell’emoglobina.

Spesso si consiglia di aumentare il consumo di carni rosse, legumi, noci e associare l’assunzione di vit. C per facilitarne l’assorbimento.

Queste condizioni sono di frequente riscontro soprattutto nei giovani in fase di crescita e negli sportivi. Altra causa di anemia è quella legata ad una perdita dei globuli rossi. Questa può essere causata da alcune malattie autoimmuni o, più frequentemente, da una perdita fisica.

 

Questa condizione la si osserva spesso, nelle donne in età fertile a causa della presenza del ciclo mestruale o negli sportivi che praticano attività di endurance (ciclismo, podismo, triathlon ecc.). Altra possibile causa di perdita ematica è la presenza di una patologia intestinale come la presenza di un polipo sanguinante.

 

In questi casi si consiglia dapprima di evitare la donazione nei giorni del ciclo mestruale o in quelli immediatamente successivi o di astenersi dall’attività fisica intensa nei giorni precedenti la donazione o l’esame. Qualora non vi siano modificazioni dell’emocromo e si sospetti qualche altra causa di anemia si consiglieranno esami di approfondimento.

Dal punto di vista clinico l’anemia, qualunque sia la causa, si manifesta con alcuni sintomi caratteristici ma non specifici.

Generalmente i pazienti anemici presentano o possono presentare stanchezza, facile affaticabilità. Altri sintomi sono dolenzia muscolare, pallore, malessere generale anche con giramenti di testa, svenimenti e aumentata frequenza cardiaca e respiratoria. Quando la presenza di anemia è correlata ad una patologia si dovrà rimediare a questa e quindi trattare i sintomi dell’anemia.

 

Qualora l’anemia sia legata a carenza dietetica degli elementi sopra descritti basterà mettere in atto un’integrazione con la dieta. Così come sarà sufficiente eseguire l’esame di controllo dell’emocromo nel periodo corretto, lontano dal ciclo mestruale od evitando attività fisiche intense nei giorni immediatamente precedenti.

 

In tutti gli altri casi si indicheranno esami di complemento.

 

– dr. Claudio Bravin

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